Martedì 1 dicembre 2020 ore 18:00
Ricard Perez Casado
Ricard Pérez Casado, dottore in Storia contemporanea, è ricercatore e analista di questioni economiche, sociali, politiche ed urbanistiche e autore di molte pubblicazioni. E’ stato Sindaco della città di Valencia tra il 1979 e il 1988, amministratore dell’Unione Europea à Mostar (Bosnia-Erzegovina) nel 1996 e deputato del Parlamento spagnolo per il Partito Socialista tra il 2000 e il 2004. Ha presieduto il Comitato esecutivo dell’Istituto Europeo del Mediterraneo. E’ attualmente membro del Consiglio Consultivo dell’Assemblea dei Cittadini e delle Cittadine del Mediterraneo (FACM).
Interverranno: Maria Donzelli, Dominique Bendo-Soupou, Liliana Piscopo e Antonio Bocchino.
L’evento si terrà sulla piattaforma Zoom.
Non hai avuto modo di partecipare? Di seguito la registrazione dell’evento “Ineguaglianze mediterranee”
Link Zoom: https://us02web.zoom.us/rec/share/-PApOse_INxRgb3Ncd1ff0Tq1zowajrqveaztlFrajWUmhZ16kzUIPo6x5HV8qtf.Tm35OdbGieJy22dN Passcode: 6V=fQ*Tx
Nota di Rita Felerico
Un incontro seguitissimo ( si è raggiunto il numero di 100 e in molti non si sono potuti collegare ) sia dagli insegnanti del Liceo che dagli studenti, sia dai giovani universitari di Milano che dai molti ragazzi che a Milano e Salerno sono attivi in varie associazioni culturali e di volontariato. Il tema era scottante, quello delle ineguaglianze, visto con gli occhi dello scrittore Ricard Perez Casado, autore di un libro – speriamo presto tradotto in italiano – Ineguaglianze Mediterrane, commentato dagli interventi di Maria Donzelli, Dominique Bendo- Soupou, Liliana Piscopo e Antonio Bocchino. Ricard, presente all’incontro, non solo ha seguito con interesse le riflessioni e i diversi punti di interpretazione , animando un dialogo di notevole interesse, ma ha con chiarezza precisato le conclusioni di questo suo lavoro / ricerca, frutto della sua esperienza sul campo.
La prof.ssa Donzelli ( che ne ha delineato il profilo professionale: prof. di Storia Contemporanea, Sindaco di Valencia, Deputato socialista, membro della Fondazione dei Cittadini e Cittadine del Mediterraneo e tanto ancora ) ha nella sua analitica presentazione posto l’accento soprattutto sugli aspetti che contribuiscono a fomentare le ineguaglianze, sul ruolo giocato dalle istituzioni e soprattutto dalle società civili, dalla corruzione, dai nazionalismi sorti dalle ceneri di una politica fagocitata da internet e da una stringente morale economica.
Il prof. Bendo ha ribadito una fondamentale verità : il Mediterraneo come soggetto ha conosciuto una involuzione, non esiste più come entità , è un mondo di diseguaglianze che specchia un antico conflitto, quello fra un Nord e un Sud e spesso viene “usato” dalle egemonie di potere come strumento di lancio quasi ‘pubblicitario’ per i loro interessi. Il Mediterraneo è ancora tutto da costruire, Liliana, partendo dalla rivoluzione francese, ha inseguito il filo del concetto delle ‘disuguaglianze’ , come sia mutato nel tempo in base ai punti di vista e agli approcci storici di conoscenza fino ad arrivare ai nostri giorni e ad un problema cruciale per lo sviluppo delle società e degli uomini / donne : Il Lavoro. E qui che i giovani oggi ‘inciampano’ ed è anche per questo che si creano nuove barriere di contrasti e conflitti.
Antonio, afferma di aver colto dalla lettura del libro, un importante messaggio : occorre ricominciare ad essere cittadini, attivare domande sulle cose, incanalare le azioni, le proposte che vengono dalle società civili, dalla vita . Bisogna partire dalle città che sono aldilà delle guerre, le città che vivono le contraddizioni , le luci e le ombre dell’essere mediterranee. Necessaria è una giusta comunicazione in grado di sensibilizzare sull’entità Mediterraneo e di svelare i flussi finanziari che ne soffocano una cittadinanza attiva.
Ricard si riallaccia al valore della ‘città’, afferma che il Mediterraneo è un fallimento come entità reale, si affacciano sulle sue sponde troppi conflitti e discriminazioni delle minoranze ( un esempio è quello dei Balcani ) e troppe presenze di potere economico. Le già difficili e torbide relazioni culturali ‘bilaterali’ sono state offuscate ancor di più dalla pandemia, che ha messo in luce le vulnerabilità delle ineguaglianze che traggono origine dall’esplosione delle teorie neoliberiste, che hanno ucciso le società dando spazio all’egoismo individualista. I nazionalismi, i fanatismi religiosi traggono da qui origine ; ecco perché parlare di “ repubblica delle città”. L’esperienza da sindaco ( 10 anni ) suggerisce a Ricard che spesso in seno alle città si possono trovare soluzioni ai conflitti, le città sono il fulcro del cambiamento; mentre gli Stati vivono di interessi strategici, sugli interessi delle corporazioni, le città vivono di scambi, di accoglienza e quindi di cambiamento. Come organizzare le società civili?. La Fondazione è un esempio, che può scavalcare il fascismo nascosto nei Parlamenti, nei nazionalismi dalla cattiva comunicazione ( vedi le campagne contro gli immigrati ) . Puntare alla formazione, sui giovani, ai quali si può affidare il compito di “ripulire “ il Mediterraneo che con le sue 80 lingue differenti è sempre un centro di una cultura viva.