Martedì 16 dicembre 2021 ore 15:00 su piattaforma Zoom
incontri seminario a cura dell’Associazione Peripli – Culture e Società Euromediterranee e il Liceo Scientifico “Giovanni da Procida” Salerno
Sul tema “Il Mediterraneo delle donne – le storie e la storia di un mare”, la prof. Francesca Maria Corrao terrà una lectio su “Il ruolo delle donne nel cambiamento della società mediterranea:le donne arabe prima e dopo le rivolte del 2011“.
La lectio si svolgerà su piattaforma Zoom e l’incontro sarà coordinato da Beatrice Sica e Rita Felerico.
Nota a cura di Rita Felerico
Si era in 100 martedì 16 dicembre collegati su piattaforma zoom a seguire l’interessante lectio della prof.ssa Francesca Maria Corrao ( docente presso la Luiss di Roma) che ha analizzato e approfondito Il ruolo delle donne nel cambiamento della società mediterranea : le donne arabe, prima e dopo le rivolte del 2011. Il progetto Mediterraneo infatti è sempre stato seguito con grande partecipazione dagli studenti del Liceo Scientifico “Giovanni Da Procida” di Salerno e l’argomento di quest’anno è stato proprio suggerito da loro : il Mediterraneo delle donne – le storie e la storia di un mare.
La nostra conoscenza del mondo orientale, dei modi di vita e di relazioni che si intrecciano sull’altra sponda del Mediterraneo è senza dubbio influenzata da informazioni veicolate da una comunicazione che poco ne approfondisce il pensiero : o è il mondo da Le Mille e una Notte o quello in preda alla violenza talebana. L’approfondita analisi della prof.ssa Corrao, la quale ha vissuto per studio molti anni in Egitto e nei Paesi dell’area magrebina, ci ha invece rivelato un oriente e un mondo arabo in cammino fin dalla fine dell’Ottocento verso riforme che tendevano a combattere l’analfabetismo – le scuole erano una istituzione non fruibile da tutti –, alla conquista dei diritti da parte delle donne ( vedi il diritto all’istruzione, a vivere non ai limiti di ciò che era permesso agli uomini, il diritto a ricevere l’eredità, ecc. ) e alla lotta con i retaggi di una mentalità patriarcale, legati ad una società rurale e contadina. L’arrivo dei talebani in alcune società musulmane ha arrestato in parte questo cammino. Si è fatto cenno all’opera e all’impegno di scrittrici e attiviste come Zaynab Fawwaz, libanese, Hudà al Shairàwì, fondatrice dell’unione femminista egiziana, Fatima Mernissi ed anche allo studioso di diritto Tàhir Haddàd, autore di un interessante testo Le nostre donne nella sha’ira e nella società del 1930.
In questi anni anche in Paesi come il Marocco, la Tunisia se si emancipa il diritto di famiglia (esiste anche in oriente il fenomeno delle vedove bianche , dell’emigrazione), il nucleo forte resta legato alle tradizioni musulmane.
I romanzi (come Le ragazze di Riad di Rajaa Alsanea ) o i film (La bicicletta verde) o le soap opera di influenza americana rispecchiano meglio il pensiero di emancipazione femminile, soprattutto dopo le’rivolte’ del 2010. Il nuovo patriarcato non arresta la lotta per l’uguaglianza di genere e la solidarietà fra le donne è sempre in crescita; un esempio: Asmaa Mahfouz – nata nel 1985 – è un attivista e una delle fondatrici del Movimento Giovanile 6 aprile. E’ stata accreditata dalla giornalista Mona Eltahawy per aver contribuito a scatenare una rivolta di massa attraverso il suo video blog pubblicato una settimana prima dell’inizio della rivoluzione egiziana del 2011.
I DIRITTI UMANI NON SI IMPONGONO CON LE BOMBE, MA CON IL DIALOGO E L’ASCOLTO