Martedì 15 febbraio 2022 ore 15:00 su piattaforma Zoom
incontri a cura dell’Associazione Peripli – Culture e Società Euromediterranee e il Liceo Scientifico “Giovanni da Procida” Salerno
Loredana Cornero (Peripli) e Feten Fradi (responsabile della cooperazione internazionale all’Arab States) – La mimosa e il gelsomino : come si intrecciano le vicende delle donne del Nord e del Sud del Mediterraneo
La lectio si svolgerà su piattaforma Zoom e l’incontro sarà coordinato da Beatrice Sica e Rita Felerico.
Nota a cura di Rita Felerico
Loredana Cornero, socia di Peripli, membro del suo Consiglio Direttivo, sensibile interprete dei problemi delle donne e accorta tessitrice di dialoghi di pace fra le due sponde del Mediterraneo, ha parlato ai giovani studenti -sempre numerosi – del significato dell’8marzo. Ha ricordato la memoria di quell’8 marzo del 1922, che vide morire 100 operaie in uno stabilimento a New York; dell’8 marzo del 1917, quando le donne russe scioperarono nelle fila dell’allora partito socialista. Furono le Nazioni Unite a proclamare l’8 marzo giornata dedicata alla festa della donna. La mimosa perché? forse perché è un fiore economico, si coglie dall’albero, semplicemente.
La pace, il concetto di pace è da sempre associato alla donna; Lisistrata nel 400°.c. lanciarono lo sciopero del sesso per favorire la pace fra Sparta ed Atene e ricorda Loredana l’articolo 3 della nostra Costituzione, che recita “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Da qui la lotta – ancora si può dire ancora in atto – delle donne per superare le differenze sessuali, le differenze in ogni campo fra uomo e donna, lavorativo, familiare. Da qui il cammino delle donne verso l’affermazione di una educazione sentimentale egualitaria, di un linguaggio che rispetti la differenza di genere. Le parole sono importanti, il lessico è la nostra realtà, sociale e culturale. E Loredana elenca i maggiori problemi che come ferite costellano la vita delle donne.
Il tema della violenza ; nel 2020 si contano 116 vittime, nel 2021 131 e nel 2022 – siamo solo a inizio anno – già siamo a 19. Nel 92% dei casi le vittime conoscono il loro assassino. Da una ricerca condotta su che vestiti indossavano le donne violentate, risulta che le donne indossavano vestiti ‘di tutti i giorni , non particolarmente sconvenienti. E c’è la successiva violenza subita da giudici e da una legge prettamente maschilista. Ecco perché parlare di ‘educazione sentimentale’.
E poi il tema del lavoro; nel 2020 abbiamo in Italia solo il 49% di donne occupate, siamo penultimi in Europa e una donna su 5 lascia il lavoro dopo La maternità, per occuparsi della cura della famiglia.
E poi il tema della bellezza . Quanto incide l’idea di bellezza sulla vita di una donna? Quanto discrimina il concetto di bellezza per la ricerca di un lavoro?
Feten Fradi , vive fra Parigi e Tunisi ; tunisina di nascita ha studiato in Francia ed è ora responsabile della comunicazione e cooperazione fra gli stati arabi, ma dichiara di appartenere al Mediterraneo. Amica di Loredana, ha ben illustrato la situazione della donna in Tunisia, considerato il Paese più avanzato dell’arco arabo mediterraneo relativamente all’affermazione dei diritti delle donne. La svolta è avvenuta con l’elezione del Presidente della Repubblica tunisina nel 1956; è l’anno dell’indipendenza, dell’emancipazione della donna. Vengono proclamate nuove regole sulla famiglia, l’abolizione della poligamia, il diritto a richiedere il divorzio da parte della donna. L’inserimento nel mercato del lavoro è fermo al 24%, benchè le donne rappresentino il 67% dei laureati.
Il mondo arabo è diversificato, diverso, ma si può dire che lo scoglio più forte è la mentalità patriarcale dominante. Si vuole dominare il corpo della donna che si presuppone non possedere la sua libertà sessuale, neppure quando è stuprata, perché il violentatore invece di essere condannato può chiedere un matrimonio riparatore . Questa via di fuga nel 2017 è stata abolita in Tunisia e in Marocco.
E il dialogo si fa più vivo fra Loredana, Fete, e gli studenti; si ricorda il caso di Franca Viola che in Sicilia denunciò il suo violentatore e si rifiutò di sposarlo; era il 1965 e solo nel 1981 in Italia fu abrogato il delitto d’onore.
E’ accertato che il 37% delle donne hanno subito una forma di violenza nella vita: sessuale, psicologica, coniugale, morale, economica. Esiste un numero verde in Tunisia ed anche il Italia per denunciare ( il 1522 ) esistono in Italia come in Tunisia gruppi di polizia femminile addestrati per accogliere le donne violentate nei commissariati.
La strada da percorrere è ancora lunga su entrambe le sponde . In Tunisia giovani associazioni lottano per l’uguaglianza nell’eredità, per il superamento delle vecchie tradizioni e anche nell’Arabia Saudita è in moto un grande cambiamento, si sono promulgate nuove leggi nello Statuto , si festeggia l’8marzo, si è fissata l’età minima di 18 anni per il matrimonio e la donna può chiedere il divorzio. In Egitto la situazione è ancora drammatica :il 99% delle donne è vittima di violenza e le leggi sono ancora molto restrittive.
Un incontro ancora una volta interessante, coinvolgente e ricco di nuove conoscenze.